Feste e Tradizioni

Schede a cura di Nino Principato

LA VARA
La processione della Vara è la festa più importante di Messina. Inizialmente nata come “carro trionfale” per celebrare l’entrata di Carlo V a Messina nel 1535, reduce dalla vittoriosa impresa di Tunisi e La Goletta contro Ariadeno Barbarossa, fu successivamente trasformata in “Machina” devozionale raffigurante l’Assunzione della Vergine in Cielo, con una rappresentazione scenografica che ne fa una delle più celebri ed antiche “machine festive” europee ancora esistenti, con le sue 8 tonnellate di peso ed i suoi 13.50 metri d’altezza.
In origine composta da personaggi tutti viventi (angioletti, Cristo, “Alma Maria”), nel 1866 furono sostituiti da statue in legno e cartapesta. La processione si svolge il 15 agosto con partenza, alle 19,00, da piazza Castronovo e conclusione in piazza Duomo.
Allo sparo di una lunga “scarica di moschetteria”, il comandante della Vara dà il segnale di partenza agli oltre mille tiratori che iniziano il traino con le gomene al grido di “VIVA MARIA”, guidati dagli oltre 50 timonieri e vogatori che imprimono ad essa la giusta traiettoria, impedendo spostamenti laterali che potrebbero portarla fuori strada.
Dietro il “cippo”, partecipano alla processione il sindaco con tutte le autorità civili e militari.

I GIGANTI MATA E GRIFONE
Le versioni sulla nascita dei “Giganti” Mata e Grifone, mitici progenitori di Messina, sono due, una leggendaria radicata nella tradizione e un’altra storica.
La leggenda vuole che, verso il 965, un gigantesco moro di nome Hassam-Ibn-Hammar vide nel Casale di Camaro la bella Mata e se ne innamorò. Abbracciata, per il suo amore, la fede cristiana, sposò Mata e fondò, con lei, la città di Messina.
Secondo la versione storica, i Giganti sono invece figure allegoriche che ricordano un episodio legato alla presenza a Messina, dal 1190 al 1191, di Riccardo “Cuor di Leone” re d’Inghilterra, città scelta per la partenza della Terza Crociata. I messinesi, angariati dai greci detti “griffoni”, a lui si rivolsero e ne ottennero il loro ridimensionamento.
Per ricordare l’evento, furono realizzate le gigantesche statue equestri con allusione a Messina (Mata) che trascina dietro il vinto greco (Grifone). Il 10 agosto vengono prelevati dal deposito in via Catania e trasportati nel vicino villaggio Camaro, il luogo di nascita di Mata.
Il 13 agosto sono trainati in passeggiata nella zona sud di Messina, e a sera, sistemati in piazza Unione Europea.
L’indomani, la passeggiata continua nella zona nord, per poi ritornare in piazza Unione Europea dove rimangono fino al 31 agosto.

LA PROCESSIONE DELLE BARETTE DEL VENERDÌ SANTO
Una delle processioni più sentite e suggestive a Messina è quella delle “Barette”, il Venerdì Santo. Le “Barette” escono dalla chiesa del Nuovo Oratorio della Pace in via 24 Maggio e, nello stesso luogo, vengono custodite durante l’anno.
Si tratta di un evento religioso che risale al 1610, anno in cui si deliberò di promuovere e realizzare una processione di statue rievocanti la Passione di Cristo.
I gruppi statuari, realizzati in varie epoche, sono in cartapesta, gesso e legno. Particolarmente suggestiva è quella del “Cristo che cade sotto il peso della Croce”, realizzata in cartapesta nel primo Settecento dal ceroplasta messinese Giovanni Rossello, rifatta dopo il 1908, e, quella de “l’Ultima Cena”, di Matteo Mancuso, del 1846, anch’essa rifatta sullo stesso modello dopo il terremoto.
Altre “Barette” di pregio sono “l’Orazione nell’Orto”; il “Cristo flagellato” (sec. XVIII); l’”Ecce Homo” (sec. XVIII); il “Crocifisso”; ”L’Addolorata”; il “Cristo nella bara”; “la Pietà”. La manifestazione è organizzata e gestita dalla ” Confraternita del SS. Crocifisso Ritrovato”.

LA FESTA DEGLI ” SPAMPANATI” DELLA DOMENICA DI PASQUA
La processione della Madonna e del Cristo Risorto che si svolge la domenica di Pasqua, con partenza dalla chiesa di Maria SS. della Mercede in via Tommaso Cannizzaro, s’inserisce nel novero di una festa che in passato prendeva il nome degli “Spampanati”.
Il motivo era quello che le popolane del rione facevano fra loro a gara nello sfoggio di coloratissimi indumenti sgargianti, smessi i pesanti abiti invernali, per salutare la primavera.
Il clou della festa degli “Spampanati”, allora come oggi, è costituito dalla processione delle statue policrome di Maria e di Gesù Risorto, curata dalla Confraternita di S. Maria della Mercede in S. Valentino; corteo che rievoca la “cerca” della Madonna del suo Figlio risorto.

LA PROCESSIONE DEL VASCELLUZZO
Nel giorno della festività del Corpus Domini è tradizione che a Messina, nelle ore pomeridiane, venga portato in processione il “Vascelluzzo”, opera di argentieri messinesi del XVI secolo.
Voluto dai devoti in ringraziamento alla Madonna della Lettera per aver fatto giungere in porto navi cariche di grano durante la tremenda carestia del 1301, quando Messina era assediata dall’esercito di Roberto d’Angiò, e del sec. XVI, venne fatto realizzare dalla Confraternita di S. Maria di Porto Salvo dei Marinai. Il “Vascelluzzo”, in sostanza, è la sintesi emozionale, in forma di ex-voto d’argento, di tutti i tremendi periodi di carestia che Messina attraversò durante la sua tormentata storia.
Durante l’anno il “Vascelluzzo” è custodito all’interno della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo dei Marinai, e, prima della processione, viene addobbato con spighe di grano, fiori e bandierine.
In Cattedrale viene sistemato, sotto una cesellata corona regale sorretta da angioletti, un cilindro di vetro contenente i “Sacri Capelli” della Madonna.
Conclusa la processione e consegnata la reliquia, il “Vascelluzzo” è riportato alla chiesa dei Marinai e le spighe di grano vengono distribuite ai fedeli, che le custodiscono in casa in segno di augurale abbondanza.

LA MADONNA DELLA LETTERA

Secondo antichissima tradizione devozionale, la Madonna scrisse una lettera il 3 giugno dell’anno 42 e portata a Messina l’8 settembre dello stesso anno dagli ambasciatori messinesi che si erano da Lei recati per implorarne la benedizione. Nel sacro chirografo, legato con alcuni suoi capelli, la Vergine si proclamò Protettrice della città. Da allora, la Vergine della Lettera assunse il ruolo di Patrona e la sua festa si stabilì di celebrarla il 3 giugno. In quel giorno, viene portata in processione con partenza dal Duomo la Varetta in argento cesellato con quattro anfore agli angoli, realizzata nel 1626. Nel 1902 un devoto della Vergine, Nunzio Magliani, volle decorarla a sue spese con una statuetta d’argento alta novanta centimetri e raffigurante la Madonna della Lettera; incaricò, a tale scopo, lo scultore Lio Gangeri che la portò a compimento lo stesso anno, facendola niellare a Roma dall’incisore Pietro Calvi. Dietro la statua si eleva un turibolo variamente decorato sulla cui cima, durante la processione, viene collocata un’antica pigna-reliquiario in cristallo di rocca contenente I “Sacri Capelli” con i quali la Vergine legò la Lettera indirizzata ai messinesi.

PROCESSIONE DEL “CARRO DI S. ANTONIO” 
Messina è molto legata a S. Antonio di Padova che proprio nella città dello stretto operò il primo miracolo della sua vita. La domenica successiva al 13 giugno, si svolge la processione della statua del santo che è collocata su un carro alto 7 metri.
Ai piedi del simulacro, un grande mappamondo e bambini vestiti da marinaretti con la scorta di “paggetti antoniani”. Il primo carro, più modesto, fu realizzato nel 1931 ed era trainato da una coppia di buoi mentre quello attuale, più elaborato, risale al 1946.
Questa tradizione si è andata affermando nel Novecento ad opera di Sant’Annibale Maria di Francia, fondatore della Basilica Santuario e dell’Orfanotrofio Antoniano messinese, il cui Corpo incorrotto riposa nella Cripta della stessa Basilica.

LO SPETTACOLARE SBARCO DI DON GIOVANNI D’AUSTRIA
La rievocazione storica de “Lo Spettacolare Sbarco di Don Giovanni d’Austria a Messina”, nel rievocare la calorosa accoglienza della Nobile Città di Messina riservata al figlio di Carlo V nell’agosto del 1571, rientra tra gli eventi organizzati nell’area euro-mediterranea dai partner della Rete dell’itinerario culturale europeo “Sulle Rotte di Lepanto”, alla quale afferiscono città della Spagna, Germania, Grecia, Isole Canarie e Italia.
Il Corteo Storico dell’arrivo per mare di Don Giovanni d’Austria, di Messina, si distingue rispetto ad altri eventi rievocativi per il Grande Corteo Navale (moderna flotta) che, composto da Unità Navali dei Comandi delle FF. AA. e imbarcazioni della Marineria Messinese, ricorda l’arrivo per mare della Grande Flotta della Santa Lega costituita da oltre 300 navi, al Comando del figlio naturale di Carlo V, Don Juan de Austria.
Grande attrattore turistico, caratterizzato dal coinvolgimento di Istituzioni e Gruppi Storici provenienti dall’Isola e da diverse città italiane ed europee, accomunate dalla storia legata alla Battaglia di Lepanto, la manifestazione, sin dal 2009, è uno degli appuntamenti più caratteristici dell’agosto messinese.
All’evento è associato il PALIO “Don Giovanni d’Austria – Trofeo Città di Messina”, realizzato In collaborazione con la Lega Navale e i circoli Velici di Messina e disputato dalle contrade Marinare di Messina con le storiche barche “paciote” a quattro o otto remi, che si contendono il PALIO, un trofeo che rimane in possesso del vincitore fino all’edizione successiva.

info: www.sullerottedilepanto.it – www.lepantonetwork.eu