Comunicati stampa di giovedì 25 Febbraio 2021


Comunicato n. 194
giovedì, 25 Febbraio 2021

A partire da lunedì 1 marzo, potranno essere ritirati gli abbonamenti del servizio di trasporto gratuito sui mezzi extraurbani (AST) a favore di soggetti disabili anno 2021/2022. La consegna dei tesserini sarà effettuata al Dipartimento Politiche Sociali sito a Palazzo Satellite, in piazza della Repubblica n. 40, piano terra (front-office) da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 12; martedì e giovedì anche dalle 15 alle 16.30. Si precisa che l’ingresso sarà consentito nel rispetto delle norme vigenti per il contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Comunicato n. 193
giovedì, 25 Febbraio 2021

Nell’ambito dei lavori di esecuzione della via Don Blasco, il Tribunale di Messina ha rigettato il ricorso promosso nei confronti del Comune di Messina dalla ditta espropriata Rifotras, che richiedeva il reintegro nel possesso ex art. 703 c.p.c.. Nel procedimento il Comune è stato difeso dall’avv. Arturo Merlo.

Comunicato n. 192
giovedì, 25 Febbraio 2021

Si è svolta stamani la VII Commissione consiliare permanente, presieduta dal Consigliere comunale Placido Bramanti, ed avente ad oggetto la Convenzione relativa al servizio di assistenza fornito dalla società cooperativa “Faro 85” al Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili gravi “Don Orione” e la gestione dei residenti del Centro “Don Orione” nell’emergenza COVID-19. Presenti in Aula l’Assessore alle Politiche Sociali Alessandra Calafiore, il Direttore del Don Orione don Natale Fiorentino, il Presidente della “Faro 85” Angelo Giacoppo e il dott. Vincenzo Manzi dell’Asp di Messina. “Il Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili gravi “Don Orione” di viale San Martino, per il quale il prossimo 28 febbraio scadrà l’ultimo protocollo d’intesa stipulato nel 2018 con il Comune di Messina e l’ASP, – evidenzia il Presidente Bramanti – è una realtà cittadina che sin dal 2001 si occupa di assistere h24 una quarantina di soggetti con disabilità grave e gravissima. Il Centro, finanziato attraverso una compartecipazione tra Comune e ASP, grazie all’opera costante degli operatori della cooperativa sociale “Faro ‘85” che ne detiene il servizio, offre un preziosissimo servizio rivolto alle categorie più svantaggiate. E’ necessario, pertanto, garantirne la continuità per l’importantissimo compito svolto a favore della comunità. Durante l’emergenza Covid 19 sono emerse, a livello nazionale, molte fragilità di queste strutture residenziali. L’84% dei deceduti per COVID-19 – ricorda Bramanti – ha 70 anni o più; l’età media delle vittime è di 79 anni. Il 61% aveva 3 o più patologie preesistenti. La pandemia ha evidenziato proprio l’incapacità di proteggere la popolazione più fragile. Da un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità emerge l’alto numero di decessi all’interno delle RSA. Molti di questi soggetti hanno infatti contratto il virus proprio nelle strutture destinate alla loro cura, tanto che l’ISS ha avviato un’indagine sul contagio nelle strutture residenziali e socio-sanitarie. Lo studio dell’ISS ha sottolineato come il virus si sia rivelato fatale per il 3,4% dei residenti nelle RSA. In proiezione sulla popolazione complessiva delle strutture italiane, ne deriva un totale di quasi 12mila decessi di anziani per COVID-19 nelle Residenze Sanitarie Assistenziali. Dalle risposte al questionario rivolto dall’ISS a queste strutture, è risultata l’inadeguata capacità delle RSA di rispondere ad una situazione così drammatica. L’83% degli interrogati tra le RSA lamenta la mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale, il 20% ha evidenziato di non aver ricevuto informazioni sulle procedure da adottare, un terzo denuncia l’assenza di personale sanitario, un decimo la mancanza di farmaci e un quarto ammette di non avere strutture adeguate. In larga parte, queste strutture, specialmente quelle più piccole, sono prive di mezzi che permettano determinati esami, per i quali si richiede il trasporto in ospedale, con tutte le criticità legate allo spostamento di soggetti fragili e allo stress dei pronto soccorso. Ciò malgrado, le strutture accolgono tutti i tipi di pazienti, a prescindere dalla loro condizione: dall’anziano, che ha un semplice bisogno di ‘monitoraggio’, ai malati di patologie più gravi che necessitano di stretti trattamenti e sorveglianze. Considerato che – come dice l’ISS – il 70% dei ricoverati nelle RSA ha tre o più patologie, è impensabile accomunarli in strutture che spesso sono poco più che alberghi. Si dovrebbe semmai stratificare le RSA in base alle caratteristiche dei pazienti, ciascuno con le proprie specifiche esigenze, distinguendo in autosufficienti e non, con o senza patologie; questo al netto delle strutture più organizzate, che già contengono nuclei specifici. Di conseguenza è necessario delineare delle alternative che possano affiancare il sistema delle RSA. Una è quella dell’assistenza domiciliare, che oltre ad una razionalizzazione dei costi, permetterebbe all’anziano di continuare a vivere in un ambiente familiare, fonte di sollievo piscologico e morale. Per incentivarla, servono però essenzialmente due cose: il sostegno alle spese necessarie alla vita domestica dell’anziano e alle strumentazioni funzionali al monitoraggio della sua salute, e l’offerta di beni che agevolino l’assistenza domiciliare, ricorrendo alla telemedicina e all’intelligenza artificiale per supportare lo svolgimento delle ADL (activities of daily living) mancanti, e di servizi che offrano all’anziano un aiuto a tutto tondo, al di là della mera attività di cura. E’necessario cambiare il modello di assistenza degli anziani e dei pazienti fragili in generale – prosegue Bramanti-. È fondamentale che queste persone siano accompagnate in percorsi che garantiscano loro le cure e l’assistenza necessaria per vivere in piena salute. Questo rappresenta non soltanto un beneficio per loro, ma anche per l’intera collettività, poiché determinerebbe anche un calo dei costi sostenuti. Nella nostra realtà locale non esistono strutture, come appunto il Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili gravi “Don Orione”, che forniscano, con dedizione e sacrificio, un importantissimo contributo alla comunità che come tale non può essere interrotto. Non possiamo, inoltre, farci trovare nuovamente impreparati di fronte all’emergenza Covid-19. Nell’attesa che l’iter dei vaccini venga completato, – conclude il Presidente della VII Commissione – la fragilità di quanti sono ospitati nelle RSA rappresenta un’emergenza nell’emergenza ed è dunque nostro compito vigilare e porre in essere tutte le iniziative necessarie affinché gli errori del passato non debbano più ripetersi”. “Il Sindaco Cateno De Luca, già dal mese di gennaio – precisa l’Assessore alle Politiche Sociali Alessandra Calafiore – aveva chiesto all’ASP un incontro per il rinnovo del protocollo riguardante la gestione del Centro socio-riabilitativo Don Orione. A seguito di un ulteriore sollecito da noi effettuato nel mese in corso per indire una riunione ci è stato comunicato da parte del dott. Paolo La Paglia il diniego al rinnovo della convenzione in quanto, a seguito delle valutazioni effettuate, non sussistevano le condizioni per garantire, nei prossimi anni, il contributo economico onnicomprensivo previsto nel protocollo d’intesa sottoscritto col Comune di Messina in data 30.03.2018. Nella giornata di oggi invece abbiamo ricevuto una nota da parte del dott. Bernardo Alagna, nuovo direttore generale dell’ASP, a seguito della quale non solo ha confermato la normativa riguardante la gestione delle strutture residenziali, che prevede la competenza dell’ASP quasi in via esclusiva, ma ha anche dato la sua disponibilità ad un incontro in tempi brevi per definire il nuovo protocollo”.

Comunicato n. 191
giovedì, 25 Febbraio 2021

foto del Consiglio comunale

Lunedì 1 marzo, alle ore 15, il Consiglio comunale si riunirà per dedicarsi ad una seduta di question time. I lavori d’Aula prevedono dieci interrogazioni e cinque mozioni. Le interrogazioni interessano la riorganizzazione dei servizi municipali “vigile urbano di quartiere”; il sarcofago Don Diego Sosa; permanenza Comune di Messina in Fondazione TaoArte; la demolizione di casette e baracche in via delle Mura – riqualificazione urbana; gli alloggi Fondo Basile: 45 famiglie nel limbo da 12 anni!; vigili urbani idonei dell’ultimo concorso: quale futuro?; intitolazione della tribuna stampa dello stadio Franco Scoglio all’avv. Mino Licordari; progetti per scivoli per l’alaggio delle imbarcazioni; concessione Orti Urbani; e predisposizione di un Piano straordinario di emergenza erosione costiera in località Ponte Gallo. Le cinque mozioni sono la realizzazione di una scuola dell’infanzia al villaggio Zafferia; l’accessibilità universale; l’encomio all’attore messinese Nino Frassica; dialettica politica, comunicazione e rischio istigazione all’odio sociale; indirizzo alla Giunta sull’istituzione di una nuova municipalità comprendente i territori delle ex 12^ e 13^ Circoscrizione e contestuale riduzione del territorio dell’attuale 6^ municipalità. Piena attuazione al regolamento per il decentramento funzionale.