Comunicato n. 1051
martedì, 18 Ottobre 2022

Abbandonati 226 pneumatici nell’alveo del torrente Zafferia: intervento del reparto Ambientale del Corpo di Polizia municipale

Di giorno vendeva frutta nella zona sud della città e di notte abbandonava rifiuti: è quanto accertato dal reparto Ambientale del Corpo della Polizia municipale di Messina. Qualche giorno fa un’amara sorpresa per i residenti della zona che si sono risvegliati con una montagna di pneumatici abbandonati (226) nell’alveo del torrente di Zafferia in appena dieci minuti.
Questo il tempo impiegato dal venditore ambulante per scaricare gli pneumatici dallo stesso mezzo che poco più tardi ha utilizzato per caricare la frutta al mercato ortofrutticolo da vendere ai cittadini ignari e spesso clienti abituali.
È accaduto all’alba, alle 3.50, e la vicenda è stata ricostruita attraverso il delicato e proficuo lavoro d’indagine degli uomini del Corpo della Polizia Ambientale, coordinato dagli ispettori Cosimo Peditto e Giacomo Visalli, che hanno scandagliato le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona, riuscendo a ricostruire l’intero tragitto percorso dal soggetto con il suo furgone carico all’inverosimile, tanto da essere ben visibile e riconoscibile alle telecamere sia comunali che private. Identificato il responsabile dell’abbandono gli agenti hanno proceduto al deferimento dello stesso all’Autorità Giudiziaria ed al sequestro del veicolo. Al momento dell’intervento si sono registrati attimi di tensione ed una pattuglia della Polizia di Stato è intervenuta in supporto dopo che l’uomo è andato in escandescenza al momento del sequestro della frutta che aveva in vendita sull’autocarro, minacciando con un bastone gli operatori.
L’area, oggetto di abbandono, è stata posta sotto sequestro e sarà bonificata, con addebito delle spese al responsabile, appena la Procura darà il via libera. L’Assessore alle Politiche Ambientali Francesco Caminiti si è complimentato per l’attività svolta ed i risultati conseguiti. Il Comandante del Corpo Stefano Blasco ed il Commissario Giardina ricordano quanto sia grave un gesto simile che a pochi metri dal mare rischia di inquinare lo Stretto di Messina, modificando irrimediabilmente l’ecosistema dello stesso.