Comunicato n. 1100
giovedì, 15 Ottobre 2020

Emergenza autismo: seduta della VII Commissione Consiliare Permanente

La VII Commissione Consiliare Permanente, presieduta dal Consigliere Placido Bramanti, si è riunita nell’Aula Consiliare di Palazzo Zanca per discutere degli aspetti socio-sanitari dell’emergenza autismo. Alla riunione hanno preso parte i Presidenti delle Associazioni: Familiari Soggetti Autistici “Il Volo” Giuseppe Currò, “Carpe Diem” Giuseppe Calà e “Nati Per la Vita Onlus” Salvatore Potenzone.
“I sodalizi familiari – ha evidenziato il Presidente Bramanti – che si occupano di autismo e disabilità, già ad aprile dello scorso anno, avevano potuto incontrare l’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ed i parlamentari regionali per approfondire con le Istituzioni i temi legati all’autismo e alla rete di assistenza nel comprensorio messinese. In tale circostanza, il responsabile della Sanità regionale ha anche chiesto alle Associazioni di promuovere un’azione di monitoraggio sui servizi ed ha posto l’accento sull’importanza di promuovere un testo unico sull’autismo. Recentemente, invece, queste stesse Associazioni a Messina hanno chiesto al Sindaco metropolitano di tenere in considerazione una serie di istanze sui servizi destinati agli studenti con disabilità frequentanti gli Istituti delle Scuole Superiori, in particolare sulle problematiche relative al trasporto, al Servizio Igienico personale ed a quello di Assistenza alla Autonomia e alla Comunicazione. Chiedono di mantenere gli impegni già presi in passato e troppe volte trattati invece con disinteresse. Si tratta di riattivare la Consulta Comunale per le disabilità e dare valenza al Garante per la disabilità, di favorire la realizzazione di un Centro Diurno a Messina, di realizzare un Villaggio del Dopo di Noi alla Città del Ragazzo, di portare avanti il Progetto dell’Università per le disabilità, ma anche di avere maggiore trasparenza nella gestione di Messina Social City , di facilitare la realizzazione dei Piani individuali di Vita per i ragazzi e di destinare i Fondi dei Piani di Zona della L.328/2000, come previsto dalla stessa Legge, alla disabilità. In Italia – ha proseguito Bramanti – è autistico un bambino ogni 80 nati ed in Sicilia ci sono circa 5.000 autistici, ma i dati in costante aumento fanno prevedere che i disturbi dello spettro autistico diventeranno nel prossimo decennio una vera emergenza sociale. Per fronteggiarla, occorre primariamente dare sostegno alle famiglie con le quali si deve prevedere un lavoro costante e continuativo. La presa in carico del nucleo familiare da parte dei Servizi territoriali è indispensabile e può essere effettuata mediante interventi di sostegno, psicoterapia individuale, di gruppo e psicoterapia genitore-bambino. Nelle scuole invece l’attività dei i servizi dovrà prevedere un controllo costante dell’iter scolastico che consideri, la possibilità di permanenze programmate e protratte nel tempo (specie nei casi più gravi), e la realizzazione di programmi centrati sull’apprendimento. Senza dimenticare che i bimbi con autismo saranno adolescenti con autismo, giovani con autismo, adulti o anziani con autismo. Alcune evidenze riportano che in almeno il 30% dei giovani autistici si ha un importante peggioramento, con manifestarsi di epilessia prima misconosciuta, aggravamento dei sintomi, problemi legati alla maturazione sessuale, apatia/depressione/disturbi affettivi. Le famiglie, poi, hanno dovuto affrontare maggiori difficoltà legate all’emergenza Covid che hanno acuito le già esistenti problematiche legate alle quotidiane difficoltà spesso fronteggiate in solitudine: in una condizione di isolamento domiciliare, infatti, ci si è trovati da soli, e per tutto il giorno, i propri figli senza l’aiuto dei servizi scolastici e di assistenza domiciliare. E le problematiche sono davvero tante e complesse. L’autismo, quale disturbo dello sviluppo neurobiologico, si manifesta con un’ampia gamma e livelli di gravità (per questo motivo si parla di ‘spettro’) può determinare alterazione e compromissione della qualità dell’interazione sociale o della qualità della comunicazione, modelli di comportamento e interessi limitati, stereotipati e ripetitivi che impediscono a chi ne è affetto di interagire in maniera adeguata con le persone e con l’ambiente. L’autismo non è più considerato una malattia rara, come si sosteneva un tempo. È una sindrome divenuta molto frequente, e avendo una influenza importante sulla qualità di vita delle famiglie e sui bambini, che crescendo diventano adulti, impone una grande attenzione sul fronte sociosanitario. È giunto dunque il momento di creare percorsi di inserimento lavorativo per i ragazzi che soffrono di autismo, ma anche di procedere alla nomina del Garante per la disabilità, un organo unipersonale nominato dal Consiglio Comunale. La figura del Garante dei Diritti della Persona Disabile ha il compito di promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita sociale per giungere a una reale inclusione delle persone disabili nella vita cittadina, esercitando le sue funzioni nei confronti di tutti gli uffici dell’Amministrazione comunale o di tutte le forme associative alle quali il Comune stesso abbia affidato la gestione dei pubblici servizi che coinvolgono le persone con disabilità. Il Garante può intervenire di propria iniziativa o sulla base di segnalazioni scritte relative a disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, ritardi e omissioni dalle quali sia derivato o possa derivare un danno materiale o morale alla persona disabile. È nostro preciso dovere – ha concluso il Presidente Bramanti – ascoltare e tenere in considerazione le esigenze delle famiglie di persone con disabilità come quella dell’autismo. Ma soprattutto adoperarci affinché i loro bisogni non siano trattati con scarso interesse o insensibilità da parte delle Istituzioni cittadine. Proprio le famiglie spesso sono costrette ad accollarsi con fatica un onere di enormi proporzioni: restare sordi alle loro richieste di aiuto sarebbe una vergogna per l’intera città”.