Comunicato n. 1281
giovedì, 26 Novembre 2020

Misure di contrasto alla violenza sulle donne: seduta della VII Commissione Consiliare Permanente

In occasione della celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, tenutasi ieri, 25 novembre, la VII Commissione Consiliare Permanente, presieduta dal Consigliere Placido Bramanti, si è riunita stamani nell’Aula Consiliare alla presenza dell’Assessore Laura Tringali, di Maria Andaloro ideatrice della campagna “Posto Occupato” e di Cettina Restuccia Presidente dell’Associazione Evaluna Onlus.
“Il 25 novembre, giorno della celebrazione, – ha ricordato il Presidente Bramanti – non è una data scelta a caso. È il ricordo di un brutale assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana, ai tempi del dittatore Trujillo. Tre sorelle, di cognome Mirabal, considerate rivoluzionarie, furono torturate, massacrate, strangolate ed infine buttate in un burrone, simulando un incidente. La Giornata è stata istituita dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. La matrice della violenza contro le donne può essere rintracciata ancora oggi nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne, e la stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di ‘uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini’. Gli episodi di violenza si verificano in ogni società, anche a casa nostra, dove la violenza contro le donne è spesso nascosta in ambito domestico. È compito di tutti attuare comportamenti volti a migliorare la condizione femminile e ad aumentare il rispetto verso le donne, contrastando ogni atteggiamento violento di cui veniamo a conoscenza e difendendo le vittime da ulteriori abusi. Ciò significa, prima di tutto, capire e comprendere il fenomeno, analizzando le statistiche del femminicidio in Italia, per capirne la portata a livello nazionale. Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un appello invitando ‘a rafforzare la cultura della parità non ancora pienamente conseguita’. Durante l’incontro – ha proseguito Bramanti – sono emersi dati particolarmente rilevanti, che fanno evidenziare le dimensioni di un problema da non sottovalutare. Secondo i dati Istat, il 31,5% delle donne 16-70enni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza : il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). In particolare, ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner il 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila), il 5,2% (855 mila) da partner attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall’ex partner. In Italia dall’inizio di questo terribile 2020 se ne contano ben 91, la triste media di una ogni tre giorni. Numeri allarmanti ma drammaticamente peggiorati durante l’attuale pandemia, seppur con un iniziale calo delle denunce. Già durante il mese di maggio i maltrattamenti sono stati più del 2019 (1.598 rispetto a 1.519). Attenzionando la nostra realtà locale, il pensiero è andato ancora una volta a due giovani donne, Alessandra Immacolata Musarra e Lorena Quaranta, entrambe drammaticamente uccise dai loro compagni. A Messina, sono molti i centri antiviolenza che svolgono quotidianamente la loro attività per sostenere le donne vittime di violenza maschile: sono contatti fondamentali in questo momento in cui troppe donne si trovano costrette a convivere con compagni violenti, spesso dovendo limitare le uscite da casa a causa delle misure di contenimento del coronavirus. In questi casi la convivenza forzata si trasforma in un vero e proprio incubo. Quando si tratta di violenza sulle donne – ha sottolineato il Presidente Bramanti – la finalità è quella di tenere alta l’attenzione e impedire che il problema si sottovaluti, che non rimanga celato all’interno delle mura domestiche. Di fronte ad ogni nuovo caso di femminicidio, è necessario soffermarsi e approfondire il fenomeno per comprenderne le origini e scongiurare che si ripetano casi simili. Inoltre non si possono sottovalutare gli effetti che in caso di abusi e di violenze in genere si propagano su tutta la società. Ecco perché occorrono delle modalità di sostegno a livello sociale – ha concluso il Presidente della VII Commissione Consiliare – per non abbandonare queste donne da sole con il proprio dramma e per arginare il malessere e la paura. Deve rafforzarsi, anche nel nostro territorio, la campagna di sensibilizzazione sociale su questo tema che tocca tutti noi, nessuno escluso. Può riguardare le nostre figlie, madri, sorelle, amiche, colleghe o semplicemente vicine di casa”.