Comunicato n. 1749
mercoledì, 29 Novembre 2017

NOTA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SULLA PROTESTA DEGLI OSPITI DELLO SPRAR DI CURCURACI

A seguito della protesta dei nove migranti vulnerabili ospiti del Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) di Curcuraci, che ieri hanno occupato la struttura, il dipartimento Politiche Sociali, su richiesta dell’assessora al ramo, Nina Santisi, a garanzia e tutela degli ospiti e dei lavoratori dello Sprar, ha avviato un’ispezione e convocato la cooperativa Pro Alter 2000, responsabile della struttura dal luglio 2016. Dopo avere incontrato i rappresentanti della cooperativa, il dirigente conferma innanzitutto che la protesta non è stata caratterizzata da episodi di violenza né da atti vandalici, come d’altronde verificato da carabinieri e magistratura intervenuti sul posto, rientrando velocemente. Le ragioni dell’occupazione, come emerso già nella giornata di ieri, sono legate al ritardo del trasferimento degli ospiti dello Sprar nella nuova struttura individuata in città, situata in via Jaci. Inoltre, i migranti hanno protestato per non aver ricevuto il pocket money giornaliero di 1,50 euro a cui hanno diritto. Con la presente nota, l’Amministrazione comunale informa che l’assessora Santisi ha investito il dirigente del dipartimento Politiche Sociali affinché intervenga immediatamente perché il sistema di monitoraggio e controllo sia più stringente e perché si individuino eventuali responsabilità nella sua mancata applicazione, specie per quanto riguarda la questione del pocket money. Il dipartimento Politiche Sociali, dal canto suo, ha richiesto alla cooperativa Pro Alter 2000 di accelerare le procedure per il trasferimento degli ospiti nella nuova sede dello Sprar e, verificata la mancata erogazione del pocket money, di tornare a garantirne immediatamente la corretta e continua distribuzione. L’Amministrazione, inoltre, ribadisce, in accordo con il Ministero e l’ANCI, l’impegno nella seconda accoglienza e l’investimento nel sistema Sprar. Rifiuta, ancora, ogni strumentalizzazione dell’episodio, finalizzata ad alimentare forme di discriminazione e di non accoglienza verso le persone che drammaticamente raggiungono i nostri territori e ad alimentare paura e percezione di insicurezza compromettendo la convivenza pacifica, l’inclusione e l’integrazione.