Comunicato n. 870
venerdì, 21 Agosto 2020

Scerbatura e diserbo stradale “ciò che è scritto leggere si può”: nota dell’Amministrazione Comunale

“Ricorriamo al vecchio adagio – precisa in una nota l’Amministrazione Comunale – per rispondere al preteso ‘scoop’ di questo scampolo di estate di Letteraemme che, con articolo pubblicato oggi, 21 agosto 2020, ha così intitolato: ‘Scerbatura, quel servizio (che non viene svolto) che il Comune paga due volte’. La Redazione giornalistica, nel tentativo di conferire credibilità alla sua invettiva, ha pubblicato pure uno stralcio del contratto di servizio sottoscritto tra il Comune di Messina con la MessinaServizi per dimostrare come il servizio di diserbo sia già ricompreso tra le attività demandate alla Società Partecipata il cui costo è sostenuto dalla Tari, per cui ecco lo scandalo: se con la Tari si paga anche il servizio di diserbo, perché il Comune affida ad una ditta esterna la scerbatura delle strade per un importo di 150 mila euro con procedura negoziata? Segue una sorta di disamina del disservizio che trarrebbe origine nelle passate amministrazioni, per evidenziare che in fondo l’Amministrazione De Luca non è diversa da quelle che l’hanno preceduta, anzi persevera nelle stesse condotte errate. Peccato che l’articolo, il suo contenuto, la citazione del contratto di servizio siano errati, sia nei riferimenti che nella impostazione logica e giuridica. Difatti, la distratta redazione di Letteraemme non si è accorta che nel contratto di servizio (elaborato e sottoscritto dall’Amministrazione Accorinti, per la precisione) viene affidato alla MessinaServizi, il servizio di “diserbo finalizzato alla raccolta di rifiuti”. Si tratta in sostanza non di un diserbo stradale fine a se stesso, ma di un servizio strumentale alla raccolta dei rifiuti. Prova ne sia il fatto che lo stesso contratto di servizio specifica che il diserbo viene effettuato “con la Raccolta di rifiuti o materiale di risulta per mantenere pulita la sede stradale”. La ragione di tale precisazione deriva direttamente dalla Legge: considerato infatti che la TARI deve coprire tutto intero il costo del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, è evidente che la MessinaServizi può svolgere un servizio di diserbo solo se, ed in quanto il servizio sia finalizzato alla raccolta dei rifiuti stessi. Tale principio evidentemente non è noto alla redazione di Letteraemme, che invece pretende di affermare che il Comune farebbe pagare con la Tari anche la scerbatura del verde, commettendo un errore marchiano che denota la mancata conoscenza della Legge. Per questa ragione, ossia per il fermo e costante rispetto della Legge, la scerbatura del verde pubblico (intesa come taglio del verde nelle strade, aiuole, ville, piazze, spartitraffico etc.) è distinta dalla raccolta dei rifiuti ed è stata affidata ad una ditta privata con un affidamento sotto soglia di €150.000,00. Solo su un punto siamo d’accordo con Letteraemme, lì dove la redazione rammenta che l’affidamento del servizio della cura del verde pubblico era una sorta di cavallo di ritorno tra la Messinambiente e Ato3, per cui la prima affidava tale servizio alla seconda che, non disponendo di proprio personale, si avvaleva di cooperative per svolgere questo servizio, facendo proliferare clientelismo e precariato. Ed è proprio perché siamo diversi da chi ci ha preceduto e non vogliamo che simili pratiche vengano perpetuate che, come avevamo annunciato prima del blocco per il lockdown, ci accingiamo a modificare il Contratto di servizio dì MessinaServizi per affidare alla Società in house anche il servizio di cura e taglio del verde pubblico. Ovviamente un simile servizio non potrebbe far parte del servizio rifiuti nè può essere coperto con la Tari (per le ragioni che abbiamo spiegato prima) e dunque costituirà oggetto di uno specifico affidamento da parte del Comune alla sua società partecipata, conseguendo due vantaggi: il primo è l’internalizzazione del servizio con conseguente riduzione del costo dello stesso; il secondo è l’assunzione dei lavoratori ai quali verrà dato lavoro e stabilità.
Si ringrazia la redazione di Letteraemme per il suo articolo errato, impreciso e strumentale, senza il quale in questo scorcio di estate forse non avremmo avuto occasione di informare i cittadini che stiamo continuando a lavorare per realizzare tutti gli obiettivi prefissati… ma consigliamo a Letteraemme di documentarsi meglio e, soprattutto, di fare attenzione a ciò che legge e riporta”.