Salta al contenuto principale
Regione Sicilia
Accedi all'area personale

Messina, nasce il Centro per la Giustizia Riparativa

Presentato il nuovo presidio territoriale promosso dal Comune con Spondé ETS e Università di Messina: una rete tra istituzioni, magistratura, avvocatura, servizi sociali e mediatori per una giustizia che rimette al centro persone e relazioni.

Data :

29 settembre 2026

Messina, nasce il Centro per la Giustizia Riparativa
Municipium

Descrizione

“Riparare il danno, ricostruire relazioni, generare comunità”. È questo il tema e il nucleo concettuale del Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto di Corte d’Appello di Messina, presentato questa mattina nel corso del convegno “Il Centro per la Giustizia Riparativa del Comune di Messina: istituzione, funzioni e prospettive”, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, con la partecipazione delle autorità istituzionali del territorio, tra cui il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani.

Una realtà nata dalla collaborazione tra Comune di Messina e l’Associazione Spondé ETS, gestita in amministrazione condivisa tra i due Enti e costruita attraverso una rete che mette in relazione istituzioni, magistratura, avvocatura, servizi sociali, Università di Messina, mediatori e comunità, per una giustizia che rimette al centro persone e relazioni. Uno spazio nel quale competenze e professionalità diverse si intrecciano con un obiettivo comune: promuovere percorsi nei quali la persona, il danno e le relazioni tornano al centro.

 “È una giornata importante che attesta l’impegno per la giustizia nella forma della giustizia riparativa. La vera giustizia è anche questa: non dimenticare il reato, ma avere il coraggio di guardarlo in faccia e affrontarlo, dando alla persona la possibilità di tornare a essere parte della comunità. Ringrazio tutti i professionisti e tutte le realtà che rendono possibile questo percorso”.

Lo ha detto il sindaco Federico Basile, sottolineando il valore di una struttura che si inserisce nelle politiche dell’Amministrazione comunale e nella costruzione di una rete territoriale dedicata alla giustizia riparativa.

Per la presidente della Corte d’Appello di Messina, Concetta Maiore, “si tratta di una tematica interessante e complessa, che ci riporta alla funzione rieducativa della pena. Oggi la giustizia riparativa non è più una lettera morta: attraverso il percorso delineato dalla riforma Cartabia si realizza una possibilità concreta di ricucitura tra autore del reato, vittima e comunità. Il Centro rappresenta una modalità condivisa di lavoro nella quale magistratura, avvocatura e, soprattutto, mediatori sono chiamati a ricostruire rapporti di solidarietà. Auspico che questo percorso possa trovare piena attuazione anche attraverso la definizione del protocollo operativo”.

 La procuratrice aggiunta Assunta Musella ha evidenziato “l’importanza di poter partecipare a un confronto che pone al centro il profilo della giustizia riparativa e le sue possibili applicazioni. È un percorso di grande rilievo, anche alla luce delle nuove prospettive che la riforma introduce e dell’attenzione rivolta a situazioni particolarmente delicate, come quelle riconducibili ai procedimenti per i cosiddetti Codici Rossi”.

Per la presidente del Tribunale di Messina, Olga Tarzia, “la riforma della giustizia penale ha dato nuovo rilievo a una prospettiva che già esisteva e che aveva dimostrato di poter produrre risultati importanti tanto per la vittima quanto per l’autore del reato. Con l’aiuto di un terzo, il mediatore, si passa da un modello centrato sulla sola rieducazione a una prospettiva nella quale trova spazio anche la riparazione. La giustizia penale mantiene la sua funzione di accertamento del reato, mentre la giustizia riparativa apre una prospettiva diversa e complementare. È qui che diventa fondamentale il ruolo del mediatore: da una ferita profonda può nascere un percorso di rigenerazione, nel quale anche l’autore del reato può confrontarsi con la propria esperienza e con le conseguenze delle proprie azioni”.

La presidente del Tribunale per i Minorenni di Messina, Maria Francesca Pricoco, ha sottolineato come “nel processo penale minorile la giustizia riparativa rappresenti un’opportunità di cambiamento e di crescita, capace di aiutare i ragazzi a vivere le relazioni in maniera più consapevole e costruttiva”.

Centrale anche il ruolo dell’Università. La rettrice Giovanna Spatari ha ricordato che “il ruolo dell’Università è già definito dal legislatore. Il nostro Ateneo si è fatto parte attiva, anche a seguito della sollecitazione dell’assessora Calafiore, attraverso una convenzione finalizzata a strutturare il percorso formativo e a contribuire alla formazione dei mediatori. Con un apposito addendum avvieremo inoltre un master per mediatori esperti e ci occuperemo della formazione di queste figure professionali. Proprio oggi si apre un nuovo percorso di selezione e formazione, reso possibile grazie alla rete e al lavoro di tutte le professionalità coinvolte”.

Per la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Messina, Francesca Arrigo, “nell’esecuzione della pena, tra gli elementi che siamo chiamati a valutare c’è anche il rapporto che il condannato ha con la persona offesa. Troppo spesso l’attenzione dell’autore del reato rimane concentrata sulla propria situazione, senza una reale considerazione della persona che ha subito il danno. Il Centro per la Giustizia Riparativa può svolgere un ruolo importante nel sollecitare questa riflessione. Ben venga, dunque, la giustizia riparativa e ben venga il lavoro del Centro: il Tribunale di Sorveglianza sarà sempre aperto al confronto e al dialogo”.

Gabriella Di Franco, dirigente dell’UIEPE di Palermo ha definito l’iniziativa “un’occasione importante che mette insieme tutti gli operatori della giustizia attorno a una causa comune. La comunità si mette in gioco e il nostro intervento sarà concreto, attraverso moduli guidati e costruiti in stretta sinergia con la Procura e con l’Avvocatura, per garantire un’informazione capillare e una piena conoscenza delle opportunità offerte dalla giustizia riparativa”.

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Paolo Vermiglio, ha evidenziato che “la comunità forense, con le risposte tradizionali, non sempre riesce a dare risposte adeguate. Queste nuove forme di declinazione della giustizia sono importanti, soprattutto in un momento nel quale assistiamo a fenomeni nuovi ai quali non sempre siamo preparati. L’avvocatura è pronta a fare la propria parte in questo percorso di recupero, anche quando si tratta di persone che devono scontare una pena”.

Per il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Siciliana, Giuseppe Ciulla, “la giustizia riparativa si fonda sul senso di comunità. A Messina c’è stato un lavoro proficuo delle Amministrazioni che si sono succedute, prima con De Luca e poi con Basile, e dell’assessora Calafiore, che hanno impresso una marcia in più ai servizi sociali. Questa nuova realtà ci permette di costruire un percorso di bene comune, nel quale la comunità diventa parte attiva della giustizia”.

Il programma dei lavori, moderati dal giornalista Sebastiano Caspanello della Gazzetta del Sud, è proseguito con una prima sessione dedicata al percorso che conduce dalla riforma sulla giustizia introdotta dalla legge Cartabia, all’istituzione dei Centri per la Giustizia Riparativa nei territori. Sono intervenuti il dott. Claudio Ferrari, dirigente dell’Ufficio IV – Giustizia Riparativa del Ministero della Giustizia, la prof.ssa Grazia Mannozzi, ordinaria di Diritto penale dell’Università degli Studi dell’Insubria, e il prof. Giuseppe Di Chiara, ordinario di Diritto processuale penale dell’Università degli Studi di Palermo.

La seconda sessione ha, invece, proposto le esperienze, i programmi di giustizia riparativa e il ruolo dell’Università di Messina. Relatori, la dott.ssa Maria Pia Giuffrida, mediatore esperto e formatore, già Direttore Generale del DAP e direttrice scientifica dell’Associazione Spondé ETS, con l’intervento “Dalle esperienze ai programmi di Giustizia Riparativa”. A seguire l’intervento della prof.ssa Giuseppina Panebianco, ordinaria di Diritto penale dell’Università degli Studi di Messina, dedicato al ruolo dell’Università nella formazione iniziale e continua dei mediatori esperti nei programmi di Giustizia Riparativa e dei mediatori esperti formatori.

La parte centrale del seminario è stata dedicata proprio al Centro per la Giustizia Riparativa di Messina, alla sua organizzazione e al modello di amministrazione condivisa tra Comune e Associazione Spondé ETS. La dott.ssa Carmela Procopio e la dott.ssa Roberta Schneider, referenti del Centro per il Comune di Messina, hanno presentato la Convenzione per l’amministrazione del Centro; mentre Giuseppe Macaione, mediatore esperto in programmi di Giustizia Riparativa e coordinatore del Centro, ha illustrato funzioni, operatività e prospettive della nuova struttura.

A chiudere la giornata, il ruolo dell’Amministrazione comunale e dell’Assessorato alle Politiche Sociali, che hanno accompagnato e sostenuto il percorso di nascita del Centro, con il supporto degli uffici competenti del Dipartimento Servizi alla Persona.

L’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, tra le promotrici del progetto, ha sottolineato: “Abbiamo fortemente voluto che Messina si dotasse di un Centro per la Giustizia Riparativa perché crediamo nel valore di una giustizia capace di guardare alla persona, alle sue fragilità e alle relazioni che un reato può spezzare. Questo progetto nasce dalla volontà di mettere insieme istituzioni, professionisti, università, mediatori e comunità, costruendo una rete che non si limiti a intervenire sul danno, ma che lavori per trasformarlo in un’occasione di responsabilizzazione, ascolto e ricostruzione. È un percorso ambizioso che oggi prende forma concreta e che vogliamo far crescere insieme al territorio. La giustizia riparativa ci insegna che, anche dopo una frattura profonda, può esistere uno spazio per ricominciare”.

Il Centro per la Giustizia Riparativa di Messina si avvia così come luogo di ascolto, dialogo e responsabilizzazione, nel quale la giustizia incontra la comunità e il percorso di riparazione diventa parte di una prospettiva più ampia di ricostruzione delle relazioni. Riparare il danno. Ricostruire relazioni. Generare comunità. È da qui che prende avvio questa nuova esperienza per Messina. La giustizia riparativa rappresenta un cambio di paradigma necessario e coraggioso: una giustizia che non si limita alla dimensione punitiva o contabile della pena, ma che guarda al cuore delle relazioni umane, al riconoscimento del dolore della vittima, alla responsabilizzazione autentica dell'autore del reato e, soprattutto, alla ricomposizione del tessuto sociale.

Municipium

Numero progressivo

N. 658 - redatto da g.da

Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2026, 18:06

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot