Descrizione
Si è svolta questa mattina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa di presentazione del progetto “ME.4.4.8.2.c – Colapesce, dall’esclusione sociale alle imprese sociali”, promosso dal Comune di Messina e finanziato nell’ambito del “Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027 – Priorità 4, Servizi per l’inclusione e l’innovazione sociale”.
All’incontro hanno preso parte l’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Calafiore e il Direttore Generale Salvo Puccio, insieme ai rappresentanti degli enti partner del progetto: il Presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina; il prof. Francesco Oliveri, in rappresentanza dell’Università degli Studi di Messina e Vicepresidente della Fondazione Horcynus Orca; il Presidente della Fondazione di Comunità Messina Gaetano Giunta; e il designer Luca Fois, docente del Politecnico di Milano e direttore dei Corsi di Alta Formazione di POLI.design, curatore della “Design Week”, evento di lancio del progetto, e Marta Meda architetto & stylist, coordinatrice delle “Jurnate del design”.
Il progetto “Colapesce” rappresenta un intervento pilota finalizzato a promuovere la nascita, il consolidamento e lo sviluppo di imprese sociali, Enti del Terzo Settore (ETS) e workers buyout (WBO) nel territorio comunale e metropolitano, con l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema economico locale, generare occupazione qualificata e costruire modelli imprenditoriali capaci di coniugare sostenibilità economica e valore sociale. L’iniziativa si integra con altre progettualità comunali già attive, come BecoME e Neurodiver-city, nonché con programmi finanziati dal PNRR, dal PON Inclusione e dal PINQUA, contribuendo a costruire un sistema di opportunità lavorative non assistite e sostenibili nel tempo.
La strategia del progetto si articola su due pilastri fondamentali: da un lato il sostegno alle start-up e al consolidamento di imprese sociali organizzate in cluster, attraverso contributi economici sotto forma di sovvenzioni per programmi di sviluppo aziendale orientati all’inclusione lavorativa; dall’altro, l’attrazione di talenti creativi, la formazione manageriale e la promozione dell’innovazione connessa alla transizione ecologica, reinterpretando i mercati come beni relazionali. È previsto un gruppo di lavoro in sinergia tra personale interno dell’Amministrazione e enti specializzati, che accompagnerà i beneficiari con attività di coaching e una valutazione in itinere secondo il metodo della “realistic evaluation”. Il percorso progettuale si svilupperà fino a febbraio 2027. Obiettivo di lungo periodo è la creazione di un Distretto Sociale Evoluto Inclusivo, capace di sostenere le fasce più deboli della popolazione e di creare o stabilizzare posti di lavoro a rischio, con un costo pro-capite stimato in circa 25 mila euro, inferiore alle medie di settore: un elemento strategico per garantire la sostenibilità dell’intervento e favorire l’attrazione di ulteriori fonti di finanziamento negli anni successivi. Con “Colapesce”, Messina consolida il proprio impegno verso un modello di sviluppo che coniuga innovazione, inclusione e crescita economica, trasformando le fragilità in opportunità e ponendo le basi per un ecosistema territoriale più equo e competitivo.
L’Assessora Calafiore ha aperto l’incontro portando i saluti del Sindaco Federico Basile, assente per impegni istituzionali, sottolineando come l’idea progettuale sia stata fortemente voluta proprio dal primo cittadino.
“Oggi non presentiamo soltanto un progetto, ma una vera svolta per la città", ha dichiarato l’Assessora. “Colapesce richiama il nostro mito identitario, ma rappresenta soprattutto una visione concreta: vogliamo che Messina diventi un laboratorio di economia sociale capace di trasformare le fragilità in opportunità. Esperienze come quella del Birrificio Messina dimostrano che, anche nelle situazioni di crisi, è possibile generare modelli virtuosi di rilancio produttivo e occupazionale”. “I dati sulle aziende in difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. Per questo abbiamo scelto di lavorare in sinergia con il Direttore Generale del Comune e in costante interlocuzione con l’Agenzia per la Coesione, adottando un metodo fondato sulla costruzione di un Distretto di economia sociale. Un percorso condiviso con la rete territoriale: la Camera di Commercio, la Fondazione Horcynus Orca, la Fondazione di Comunità Messina, e con il coinvolgimento di realtà accademiche anche oltre lo Stretto”. L’obiettivo è chiaro: creare le condizioni affinché i giovani non siano costretti ad andare via, ma possano scegliere di restare o tornare, e allo stesso tempo offrire strumenti concreti di supporto alle imprese in crisi, anche attraverso formule innovative come i workers buyout. È stato un lavoro di ascolto e confronto con la città, scandito da workshop e momenti partecipativi di alto profilo. Chiudiamo il mandato – ha concluso l’Assessora Calafiore – con la consapevolezza di avere avviato un percorso strutturato che orienta Messina verso un modello di sviluppo inclusivo, sostenibile e capace di generare valore economico e sociale nel lungo periodo”.
A seguire il Direttore generale Puccio ha evidenziato: “Nell’ambito delle politiche di coesione e del quadro di programmazione nazionale, il Comune ha dimostrato di saper utilizzare in modo efficace e strategico le risorse assegnate, affrontando con rigore il necessario percorso tecnico-amministrativo. Questo ci ha consentito di aprire una prima, significativa breccia. Anche il commercio è un servizio pubblico essenziale. L’iniziativa si inserisce in un disegno complessivo di sviluppo, in una strategia di rete nella quale l’amministrazione comunale interviene in diversi ambiti, dalla logistica ai servizi essenziali e alle politiche di inclusion, mettendo a sistema fondi e progettualità per generare opportunità concrete e durature per la città”. Il Direttore generale ha poi ricordato che il progetto Colapesce si integra con altre progettualità comunali già attive, come BecoME e Neurodiver-city, nonché con programmi finanziati dal PNRR, dal PON Inclusione e dal PINQUA, contribuendo a costruire un sistema di opportunità lavorative non assistite e sostenibili nel tempo.
L’incontro è proseguito con l’intervento del Presidente della Fondazione di Comunità Messina, Gaetano Giunta, che ha moderato gli interventi dei rappresentanti della rete, puntualizzando: “La Fondazione si è assunta, in risposta al bando del Comune, il compito di mettere in rete aziende e esperti di finanza ed economia. Tra questi, abbiamo coinvolto Slow Food, rappresentata in collegamento da Francesco Sottile, vicepresidente nazionale Slow Food Italia, e Nino Mostaccio di Slow Food Messina”. “Il progetto - ha detto Sottile - mette al centro le filiere, da quelle agricole a quelle industriali, con una visione di economia circolare. Metteremo in campo tutte le nostre competenze per costruire un modello replicabile, portando il cibo al centro della coesione sociale e dell’economia relazionale, con un approccio orientato alla transizione ecologica. Slow Food Messina partecipa a questa iniziativa con grande favore, frutto di una collaborazione radicata nel tempo, che valorizza la centralità del cibo in politiche di economia circolare”.
Per il Presidente della Camera di Commercio di Messina, Blandina: “Grazie per averci coinvolto in un progetto volto a far fronte alla crisi economica e a promuovere lo sviluppo delle attività economiche. L’economia sociale è un tassello fondamentale: la transizione non è solo ecologica, ma anche sociale. Supportiamo non solo le aziende in difficoltà, ma anche quelle nuove, per creare opportunità concrete e durature”.
Giunta ha sottolineato il ruolo delle Università nel progetto, e in merito è intervenuto per l’Ateneo messinese il professore Oliveri: “Quando parliamo di economia sociale, parliamo di persone e aziende capaci di competere sul mercato. Per questo le università devono contribuire a creare opportunità, offrendo competenze di alta qualità, così che i giovani non siano costretti a emigrare. Interventi strutturali su imprenditoria ed economia circolare sono essenziali, e l’università deve fornire gli strumenti concreti per realizzarli. Messina deve tornare a essere un volano, con opportunità concrete e professionalità elevate. La formazione e l’imprenditorialità devono integrarsi con l’economia circolare per generare reale sviluppo e ritenzione dei talenti”. A tal fine sono stati llustrati i due percorsi di alta formazione previsti: Percorso di sviluppo umano e ambienti relazionali, per favorire coesione sociale e comunitaria; Percorso per management nell’economia circolare, volto a formare risorse umane competenti, innovazione tecnologica e talenti creativi.
"In questo quadro, la Fondazione Horcynus Orca ha modificato il proprio statuto includendo i collettivi di lavoro, tra cui quello guidato da Luca Fois", ha sottolineato il Presidente della Fondazione di Comunità Messina. Fois ha spiegato: “Insegno design e a Messina possiamo sviluppare strategie di design equivalenti a quelle delle principali università italiane. È una sperimentazione complessiva, fatta di persone e istituzioni vere. Innovazione e sfida sono al centro del nostro approccio, con uno sguardo locale che guarda al globale”.
Marta Meda ha aggiunto: “La settimana del design sarà una fucina di talenti e professionalità. Quest’anno lavoreremo con le ceramiche siciliane di Patti in collaborazione con il Liceo Artistico Basile, creando un laboratorio che unisce tradizione, innovazione e mercato, valorizzando il rapporto tra comunità locale e expertise esterna”.
Giunta ha concluso sottolineando l’obiettivo internazionale del progetto: “La Fondazione Messina vuole internazionalizzare Colapesce, coinvolgendo università estere e creando un processo replicabile partendo dai Sud del mondo, costruendo un modello di sviluppo inclusivo e sostenibile”.
Il RUP Michele Carelli ha spiegato: “Tradurre un finanziamento di natura sociale in economia reale non è semplice. Inserire questo progetto nei finanziamenti PON rappresenta un risultato importante, che grazie al partenariato crea politiche di inclusione anche nell’ambito economico”; mentre Giacomo Pinaffo, segretario della Fondazione di Comunità Messina, ha aggiunto: “Colapesce non si limita a portare avanti il nuovo: valorizza anche esperienze esistenti, come testimoniano il Birrificio Messina o il Fondo Saccà, con una prospettiva internazionale e pienamente sostenibile”.
Dettagli operativi del progetto Colapesce:
- Progetto pilota con tre pilastri: lavoro, inclusione e ambiente;
- Ottimizzazione delle risorse: costo stimato per creare o stabilizzare un posto di lavoro circa 32.000 euro, inferiore agli standard comunitari;
- Intervento sulle persone, sulla formazione e sui servizi, senza consumo di territorio, in linea con il principio europeo DNSH (Do No Significant Harm).
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Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026, 15:09